¡Que viva la música! // Andrés Caicedo, 1977 – Colombia

“Música que me conoces, música que me alientas, que me abanicas o me cobijas, el pacto está sellado. Yo soy tu difusión, la que abre las puertas e instala el paso, la que transmite por los valles la noticia de tu unión y tu anormal alegria, la mensajera de los pìes ligeros, la que no descansa, la de la misión terrible, recógeme en tus brazos cuando me recupere, tráeme ritmos nuevos para mi convalecencia, preséntame a la calle con fuerzas renovadas en una tarde de un collar de colores…”

Ray Barretto, ¡Que viva la música!

¡Que viva la música! Andrés Caicedo,
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anatomia dell'irrequietezza

Pure Beauty

Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro. […]
Sono scandaloso. Lo sono nella misura in cui tendo una corda, anzi un cordone ombelicale,
tra il sacro e il profano.

Pier Paolo Pasolini

Egon Schiele

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Il Terzo Paradiso

Michelangelo-Pistoletto, Venere degli stracci

Michelangelo-Pistoletto, Venere degli stracci

 

Che cos’è il Terzo Paradiso? È la fusione tra il primo ed il secondo paradiso. Il primo è il paradiso in cui la vita sulla terra è totalmente regolata dalla natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti. Questo paradiso è fatto di bisogni artificiali, di prodotti artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali e di ogni altra forma di artificio. Si è formato un vero e proprio mondo artificiale che, con progressione esponenziale, inquina, ammorba e corrode il pianeta naturale ingenerando processi irreversibili di estinzione. Il pericolo di una tragica collisione tra queste due sfere è ormai annunciato in ogni modo. Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra. Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale. Con il Nuovo Segno d’Infinito si disegnano tre cerchi: quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso.

Il Terzo Paradiso – Michelangelo Pistoletto, 2003

Incontri. Remo Bodei

Bacio di confine - Alessandro Bergonzoni

Bacio di confine - Alessandro Bergonzoni

“Come ha osservato Jean Clair, milioni di “curiosi rumorosi e indifferenti” circolano nelle sale dei musei, “senza essere in grado di capire, di leggere ciò che hanno sotto gli occhi, che è la loro storia, il loro passato, la loro fede, le loro lotte”.
Da giovane, il filosofo francese Georges Bataille aveva paragonato i musei ai polmoni della città verso i quali i cittadini si dirigono, al pari del sangue, per uscirne purificati, con una maggiore ossigenazione della mente e del cuore. Forse, immaginare questa catarsi diffusa, è oggi pretendere troppo dai musei, ma è certo che essi lanciano dei semi nell’animo di tutti e, se questi cadono nel terreno buono, sono capaci di modificare il loro modo di sentire e di pensare. Anche se la loro presenza aumenta indubbiamente il tasso di socializzazione e di acculturazione, vi sono tante resistenze da vincere e non si può esigere che tutti ricevano delle illuminazioni profane sul senso della vita frequentando i musei.
Moltiplicando i punti e le occasioni d’incontro, basterebbe far capire, con pazienza, che l’arte e la bellezza non sono un lusso e che l’assuefazione al brutto, la sciatteria o l’indifferenza rispetto a ciò che ci circonda, abitua alla passività, ci rende peggiori, come individui e come collettività, di quel che potremmo essere.”

Remo Bodei, 2011

Ho perdonato errori quasi imperdonabili…Charlie Chaplin

“Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, masono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!”

Charlie Chaplin

Una vita ha viaggiato…

“Una vita ha viaggiato lontano da noi incontro alla nostra, ne abbiamo sentito il vento, l’odore di una sosta. Il suo sudore, la sua fatica erano dentro di noi. Era per noi lo sforzo.”

Venuto al mondo, Margaret Mazzantini

Gombrich, La storia dell'arte

Residui universitari parte prima: E. Gombrich

Gombrich, La storia dell'arte

E.H. Gombrich

“Chi ha acquisito una certa conoscenza della storia dell’arte corre talvolta il pericolo di cadere in una trappola del genere. Vedendo un’opera d’arte non si abbandona ad essa, ma preferisce cercare nella propria testa l’etichetta appropriata.
Forse ha sentito dire che Rembrandt e’ famoso per il suo chiaro scuro, fa un cenno saputo e mormorando: “Che meravoglioso chiaro scuro!” passa al quadro successivo.
Desidero esprimermi con franchezza su questo pericoloso snobismo e su questa pseudocultura, poiche’ siamo tutti suscettibili di cadere in simili tentazioni, che un libro come questo potrebbe favorire.
Vorrei che il mio libro aprisse gli occhi piuttosto che sciogliere le lingue.
Parlare con intelligenza dell’arte non e’ difficile, perche’ le parole dei critici sono state impiegate in accezioni cosi’ diverse da perdere ogni precisione.
Ma vedere un quadro con sguardo vergine e avventurarsi in esso e’ un viaggio di scoperta ed un’impresa ben piu’ ardua, ma anche ben piu’ ricca di soddisfazioni. Nessuno puo’ prevedere con che cosa, da un simile viaggio, fara’ ritorno a casa.”


La storia dell’arte,  E.H. Gombrich