Gombrich, La storia dell'arte

Residui universitari parte prima: E. Gombrich

Gombrich, La storia dell'arte

E.H. Gombrich

“Chi ha acquisito una certa conoscenza della storia dell’arte corre talvolta il pericolo di cadere in una trappola del genere. Vedendo un’opera d’arte non si abbandona ad essa, ma preferisce cercare nella propria testa l’etichetta appropriata.
Forse ha sentito dire che Rembrandt e’ famoso per il suo chiaro scuro, fa un cenno saputo e mormorando: “Che meravoglioso chiaro scuro!” passa al quadro successivo.
Desidero esprimermi con franchezza su questo pericoloso snobismo e su questa pseudocultura, poiche’ siamo tutti suscettibili di cadere in simili tentazioni, che un libro come questo potrebbe favorire.
Vorrei che il mio libro aprisse gli occhi piuttosto che sciogliere le lingue.
Parlare con intelligenza dell’arte non e’ difficile, perche’ le parole dei critici sono state impiegate in accezioni cosi’ diverse da perdere ogni precisione.
Ma vedere un quadro con sguardo vergine e avventurarsi in esso e’ un viaggio di scoperta ed un’impresa ben piu’ ardua, ma anche ben piu’ ricca di soddisfazioni. Nessuno puo’ prevedere con che cosa, da un simile viaggio, fara’ ritorno a casa.”


La storia dell’arte,  E.H. Gombrich

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